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coniglio verza bacon

Alla ligure poichè il ripieno utilizzato è tipico della cucina ligure.

Cena degli avanzi. Avevo da smaltire una sella di coniglio avanzata da un altro coniglio alla ligure e della verza avanzata dagli sformati di verza con fonduta.
Ho ritagliato dalla sella disossata due quadrati quindi li ho spalmati con un ripieno composto da:
– pane bagnato nel latte (circa un panino)
– qualche fungho secchi ammollato
– rosmarino
– parmigiano
– maggiorana
– sale, pepe, noce moscata
Arrotolati, legati con spago da cucina e rosolati brevemente in olio evo caldo, quindi messi in forno in un dito di brodo (di coniglio fatto con le ossa) a 130° per circa 40 minuti.
Ho deglassato la teglia con poco brodo e ho legato la salsa con olio e farina.
Intanto ho stufato la verza in pochissima acqua quindi l’ho frullata, allungata con ancora un po’ di brodo di coniglio e condita con olio, sale e aceto di pomodoro.
Infine ho disposto le fette di rotolo di coniglio su una fetta di bacon rosolata in padella bella croccante.
coniglio verza bacon

E Renzo The Sommelier ci consiglia di abbinare questo vino:
Un Rossese di Dolceacqua per il rotolo di coniglio; certo non si può parlare di abbinamento per tradizione, la ricetta di Angelo è più ricca di fantasia che di tradizione ma tanti sono i sapori liguri che contiene.

La struttura e le tante componenti aromatiche del piatto richiedono un vino di medio corpo e con una buona intensità olfattiva e persistenza; qualità che certo non difettano al rossese.

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Anatra all'arancia con purè di patate dolci
* all’olio aromatizzato all’arancia.

Volevo provare sul campo l’olio di oliva all’arancia ricevuto in assaggio dal frantoio Gargiulo.
Giusto per non sbagliare sono andato sul classico abbinamento anatra/arancia e, per non lasciare il volatile da solo sul piatto, l’ho adagiato su un purè di patata dolce aromatizzato con coriandolo e zenzero. Ne è risultato un piatto molto profumato, dai colori accesi e decisamente gustoso. L’olio ha un sapore delicato e il suo profumo di arancia si sovrappone piacevolmente al gusto deciso dell’anatra.

Ingredienti (per due porzioni da antipasto):

1 petto di anatra da circa 200 gr
patate dolci 300 gr
1 cucchiaino di coriandolo in semi
1/2 cucchiaino di zenzero tritato
10 gr burro
olio
olio aromatizzato all’arancia (in sostituzione dell’olio extra vergine e un po´ di scorza di arancia grattugiata)

Incidere il grasso dell’anatra a piccoli rombi, quindi cuocere il petto in poco olio bello caldo per 2/3 minuti dalla parte del grasso quindi girarlo e cuocerlo ancora un minuto. Finire la cottura in forno a 100° per circa 40 minuti (temperatura al cuore 60°).
Pestare nel mortaio i semi di coriandolo con lo zenzero fino ad ottenere una pasta.
Intanto cuocere le patate sbucciate e tagliate a pezzi in acqua bollente salata fino a completa cottura (come per un normale purè di patate), passare con il frullino a immersione e cuocere qualche minuto aggiungendo il burro e la pasta di coriandolo e zenzero, aggiustando di densità con acqua o brodo di verdure.
Lasciar riposare al caldo per qualche minuto il petto di anatra, quindi tagliarlo, disporlo sul purè e condire con l’olio all’arancia.

L’amico sommelier Renzo contribuisce con un suggerimento per abbinare questo piatto al vino.
Quale vino stappare con l’anatra all’arancia reinterpretata da Angelo? Un vino dolce? Passito, botritizzato o liquoroso? Il rischio è che lo zucchero diventi il padrone assoluto delle nostre papille gustative, azzerando la piacevolezza del piatto.
Io proporrei un Riesling renano dell’Oltrepò pavese, terra di grandi riesling, strutturati e longevi. E se tra gli invitati c’è qualcuno che non gradisce il bianco? Dell’Oltrepò porto anche un Pinot nero, che abbia qualche anno però!

Orata ai funghi
Non possiamo mica prescindere dai classici.

Lo scambio con Enza sulle orate evocative me ne ha fatto venire voglia.

Un classicissimo della cucina francese. Interessante per familiarizzare con qualche tecnica di cottura e preparazione delle salse.

Per 4

2 orate da 5/600 grammi
80 grammi di champignon
qualche fungo secco (unica mia deroga all’originale per pompare il gusto di fungo)
1 bicchiere di vino bianco
1 scalogno
10 grammi di farina
55 grammi di burro

Sfilettare le orate e preparare un fumet cuocendo una decina di minuti le lische e le teste con il vino bianco e poca acqua, filtrare il liquido e mettere da parte.
Affettare i funghi e tritare i funghi secchi ammollati, quindi farli sobbollire con un po di burro, succo di limone e pochissima acqua.

Cuocere i filetti senza pelle nel fumet aggiungendo lo scalogno tritato. Quando sono cotti levarli dalla pentola, metterli al caldo e aggiungere l’acqua dei funghi al fondo di cottura. Legare il fondo con 15 grammi di burro mescolato con la farina e filtrare. Rimettere sul fuoco, quando comincia a bollire levare dal fuoco e aggiungere il resto del burro, mescolare e aggiungere i funghi. Completare con qualche goccia di limone e versare la salsa sui filetti impiattati.

Mi vengono in mente alcune varianti per sostituire i funghi, ad esempio: peperoni; capperi e olive; altre idee?? 🙂

Update.
L’amico sommelier Renzo contribuisce con un suggerimento per abbinare un vino a questo piatto.

Qualche lustro fa, invitato ad una cena a prevalente base di funghi andai dal sommelier del paese a chiedere quale vino portare; senza esitazione disse “Sauvignon!” e io comprai un sauvignon friulano. Oggi oltre ai funghi c’è l’orata, anzi speriamo che l’orata non si faccia affogare dai funghi, e io proporrei un bel friulano (ex tocai) del Collio; sicuramente di buon corpo ma senza eccessive invadenze aromatiche.

Spiedino di Pollo al Cren

La droga del 2010: Cren.

Ho tagliato il pollo a dadini piccoli, li ho infilzati negli spiedi e li ho messi a marinare per qualche ora in vino bianco,olio, salvia, aglio, sale.
Nel frattempo ho abbrustolito leggermente qualche fetta di polenta fredda, che poi ho frullato con un po’ di porro sbollentato per creare la salsa.
Ho cotto gli spiedini pochi minuti in padella a fuoco alto, li ho serviti sulla salsa di polenta con una abbondante grattata di cren fresco.

Il Cren (da non confondere con il rafano) è la radice della Armoracia Rusticana
Grattuggiandola (e piangendo) sviluppa dei principi essenziali molto forti e piccanti. Si può utilizzare così su carni, minestre e pasta o diluita e smorzata in salse a base di pane bagnato nel latte, panna o altri vegetali.
Una volta assaggiata crea dipendenza.

Filetto di Maiale al Pistacchio

Il pistacchio fresco (non tostato/salato) e’ incredibilmente versatile. Con le sue note basse e aroma neutro, sopporta bene sia gli accostamenti dolci che quelli salati. In questo caso ne ho fatto una semplice salsa di accompagnamento per il filetto di maiale. Il risultato e’ gradevole, anche se migliorerebbe parecchio con qualche aroma di contrasto: una spezia o erba in grado di ampliare lo spettro aromatico, suggerimenti??

Ingredienti

400 gr di filetto di maiale intero
un pugno di pistacchi non tostati
un pugno di pinoli
qualche avanzo di prosicutto/pancetta
burro/olio

Far rosolare per 14/15 min il filetto con i pistacchi e pinoli tritati e qualche pezzetto di prosciutto/pancetta, girando il pezzo su tutti i lati.
Toglierlo dal fuoco e riporlo al caldo. Preparare la salsa deglassando il fondo con poco liquido (io ho usato due dita di acqua calda) e frullando insieme ai pinoli e pistacchi, passare al colino e regolare di sale e densita’.
Scaloppare il filetto adagiandolo sulla salsa. Decorare con alcuni pistacchi.

Coniglio alla Ligure

Ancora un po’ di Liguria tradizionale, bisogna pur sopravvivere in qualche modo nel freddo Piemonte 🙂

La ricetta e’ tratta da “Ricette di Osterie e Genti di Liguria” edito da Slow Food. Ho solo aggiunto qualche pinolo rispetto all’originale.

Ingredienti per 6 persone:
1 coniglio (circa 1,5 kg)
70g di olive taggiasche
1 cipolla piccola
3 o 4 spicchi d’aglio
un mazzetto guarnito (rosmarino, timo, 2 fogli di alloro)
1 bottiglia di Vermentino
1 manciata di pinoli
olio evo, peperoncino, sale.

Tempo di cottura: 2 ore circa.

Tagliate il coniglio a pezzi, lavateli e fateli asciugare. Tenete da parte fegato, cuore e reni.
In una casseruola di terracotta soffriggere in olio la cipolla, l’aglio intero, il mazzetto guarnito e un pezzetto di peperoncino).
Far rosolare a fiamma viva in olio i pezzi di coniglio (inclusa la testa spaccata a meta’) per una decina di minuti, quindi unire al soffritto insieme alle frattaglie tagliate a tocchi.
Aggiungere sale e il Vermentino. Coprite e portate a cottura a fuoco basso rimestando di tanto in tanto. Dieci minuti prima di spegnere aggiungere le olive denocciolate e i pinoli. Alla fine si deve ottenere un intingolo piuttosto denso.

Ti avanza la sella del coniglio? Facci una rollata.

Seppie in Zimino

Non e’ facile trovar buone seppie, ma quando capita danno grandi soddisfazioni.
Questa e’ una preparazione tipica della cucina ligure in cui le seppie sono cucinate insieme alle bietole (zimino indica una cottura in cui entrano bietole o spinaci).

La ricetta in questione e’ quella della Trattoria Sport, di Cisano sul Neva, tratta da “Ricette di Osterie e Genti di Liguria” edito da Slow Food (questo libretto mi convince sempre di piu’…), nella variante con funghi secchi e senza pomodoro.

Ingredienti (per 4):

8 etti di seppie di media grandezza
4 mazzi di bietole (circa un chilo)
una costa di sedano, una cipolla, un ciuffo di prezzemolo
30 grammi di pinoli
20 grammi di funghi secchi
olio evo, sale, pepe

Se volete rinunciare alla sacca del nero delle seppie e al piacere fisico di trafficare tra le viscere, fatevi pulire i molluschi dal pescivendolo.
Tagliate le seppie pulite a strisce e pezzetti, private le bietole dalle coste, lavatele e tagliatele a strisce di 1 centimetro.
Fate soffriggerepiano nell’olio il battuto di cipolla, sedano e prezzemolo, unite le bietole, coprite e lasciate cuocere una decina di minuti. Aggiungete le seppie, salate e pepate. Dopo altri 10 minuti aggiungete i funghi secchi ammollati e tritati, i pinoli pestati e un poco di farina diluita.
Quindi proseguire la cottura per altri 30-40 minuti.

P.S.

Provo a rispondere al meme sugli accoppiamenti di sapori a cui mi ha invitato Teresa del Totano Pingue:

– banane e latte
– parmigiano e aglio
– arance e vino rosso
– cioccolato e rhum invecchiato
– caffe’ e miele di castagno
– panna e fragole
– burro e acciughe
– seppie e bietole 😛

 Maiale al Latte

Tagliare a pezzi una cipolla e farla soffriggere con un po’ d’olio evo. Rosolare il pezzo di lonza di maiale, sfumare con vino bianco e una spruzzata d’aceto. Aggiungere il latte (circa mezzo litro), un paio di bacche di ginepro, mezzo spicchio d’aglio. Coprire e lasciare cuocere per circa 3 ore, salando a meta’ cottura. Aggiustare la salsa.

Filetto di maiale al vino rosso

Rosolare il filetto in olio/burro e con sale e aglio. Quando e’ rosolato su tutta la superficie aggiungere un bicchiere di vino rosso, qualche fungo secco rimvenuto, timo e alloro.

Abbassare il fuoco, coprire e terminare la cottura (10/20 min).

Rimuovere il filetto, avvolgerlo nella stagnola e riporlo al caldo. Aggiungere un po di vino o acqua nel tegame e deglassare , aggiustare di sale, quindi frullare e passare allo chinois.

filettomaiale_small2.jpg
Sempre dall’enciclopedia di Vissani.

Ingredienti X 2

400 gr di filetto di maiale

carota, cipolla, sedano, cotica

parmigiano 150 gr

fagioli cannellini 200 gr

olio, sale, pepe

In una pirofila disporre il filetto, la cotica, la cipolla, la carota, il sedano. Infornare a 170 gradi per 15/20 min.

Togliere il filetto e la cotica dalla teglia, frullare e passare il fondo di cottura al setaccio cosi’ da ottenere la salsa.

In una padella fa sciogliere il parmigiano grattuggiato e quindi disporlo su una coppetta rovesciata cosi’ da creare un cestino.

Spadellare i fagioli bolliti con olio, sale e rosmarino.

Tagliare il filetto e disporlo sul piatto con la salsa. Accompagnare con la cialda di parmigiano riempita di fagioli.

Nota:

Avendo cotto il maiale nel forno ventilato scoperto non sono rimasti liquidi e la salsa non e’ venuta…riprovare con recipiente coperto.